Statistica Applicata
giovedì 26 maggio 2016
giovedì 19 maggio 2016
P&L – Il conto profitti e perdite
Il conto profitti e perdite (in
inglese “profit and loss statement”, P&L) è il
documento economico-contabile che rappresenta l'andamento economico di
un'impresa in un determinato periodo di tempo, solitamente di 3 mesi o di 12
mesi (esercizio). E' un conto riassuntivo dei risultati economici di gestione estremamente
inportante, in quanto fornisce informazioni riguardo la capacità – o
l’incapacità - di una compagnia di generare profitto incrementando il
fatturato, riducendo i costi o facendo entrambi. Viene chiamato anche “statement of profit and loss",
"income statement","statement of operations,"
"statement of financial results," and "income and expense
statement".
E’ uno dei tre bilanci d’esercizio che
ogni compagnia pubblica trimestralmente e annualmente, insieme allo stato
patrimoniale e al rendiconto finanziario. Mentre il conto profitti e perdite,
insieme al rendiconto finanziario, evidenzia i cambiamenti nei conti in un
determinato periodo di tempo, lo stato patrimoniale, come un’istantanea, mostra
ciò che è posseduto e ciò che invece è dovuto in un certo istante di tempo. E’
importante confrontare il P&L con il rendiconto finanziario in quanto, secondo il metodo del bilancio di competenza,
il fatturato e le spese possono essere registrati ancora prima che avvenga
alcuno scambio di denaro. E’ anche importante confrontare i conti profitti e
perdite relativi a diversi periodi di tempo, in quanto cambiamenti nei
fatturati, nei costi di operazione, nelle spese per lo sviluppo e la ricerca e
i net income nel tempo sono molto più
importanti dei numeri stessi: ad esempio, il fatturato di una compagnia
potrebbe crescere ma, allo stesso tempo, le sue spese potrebbero crescere
ancora più velocemente.
Tutte le compagnie devono generare
ricavi per rimanere in attività. I ricavi vengono utilizzati per pagare le spese,
gli interessi dei debiti e le tasse dovute allo Stato. Dopo che i costi
dell’attività vengono pagati, l’ammontare restante prende il nome di net income, che teoricamente è
disponibile agli azionisti ma, molto
spesso, invece di distribuirlo in dividendi, l’amministrazione della compagnia sceglie
di trattenerlo per investimenti futuri
dell’azienda.
I conti profitto e perdita sono tutti
organizzati alla stessa maniera, indifferentemente dal settore di appartenenza.
Chiunque sia interessato a investimenti attivi, a prendere stock o a verificare
la salute finanziaria di una compagnia deve essere in grado di interpretare i
bilanci finanziari, compreso il conto profitto e perdita.
La capacità o l’incapacità di un’azienda di generare guadagni nel lungo
periodo è la chiave dei prezzi bond e stock. Gli EBIT (operating profit) sono la fonte per poter ripagare il debito e, nel
caso una compagnia non fosse in grado di generarne abbastanza per pagare i suoi
titoli di debito, dovrà andare in bancarotta oppure essere venduta. Il net
income viene utilizzato per il
compenso degli azionisti (proprietari della compagnia) e se una compagnia non
riesce a produrre abbastanza profitto per ricompensare i proprietari per i
rischi che si sono assunti, il valore delle azioni di questi precipita.
Al contrario, se una compagnia è sana e cresce, prezzi stock e bond più
alti portano ad una capacità più elevata di generare profitti.
Notare bene che i guadagni/net
income/profitti NON sono la stessa cosa del denaro e del flusso di denaro:
potrebbe succedere che un’azienda risulti redditizia sul conto profitti e
perdite e che non stia generando flusso di denaro, e viceversa. Per vedere il
flusso di denaro di una compagnia, è necessario esaminare il bilancio apposito.
In termini di formulazione matematica,
il P&L totale è dato dalla somma di una componente realized e di una componente unrealized.
Cioè:
P&L = P&Lrealized + P&Lunrealized
Per capire a fondo cosa rappresentino
queste due quantità, è necessario prima introdurre dei valori:
- Posizione = rappresenta, appunto, la posizione ed è data dalla differenza del totale acquistato con il totale venduto.
- Theoretical Exit Price = prezzo teorico fissato a priori che può, per esempio, corrispondere al prezzo di mercato.
- Avg Price = prezzo medio, calcolato dividendo il costo (prezzo d’entrata + commissione) per la posizione (questa quantità è fondamentale per calcolare il P&L unrealized).
Ricavate queste quantità, si ha che il P&Lunrealized
è pari alla differenza tra il prezzo teorico atteso e il
prezzo medio, moltiplicata per la posizione:
P&Lunrealized = (Theoretical Exit Price - Avg Price) * Position
Il P&Lrealized, invece, è dato dalla
differenza tra il prezzo alla vendita e il prezzo all’acquisto, moltiplicata
per la quantità venduta.
P&LRealized = (Sell Price - Buy Price) * Qty
dove il Sell
Price altro non è che la somma del prezzo d’entrata e del prezzo delle commissioni alla vendita mentre, in
maniera analoga, il Buy Price è dato
dalla somma tra il prezzo di entrata e il prezzo delle commissioni all’acquisto.
Come si può ben vedere, il P&Lunrealized è dato dal
profitto e dalla perdita calcolati prima che avvenga effettivamente la vendita
(quindi non si riceve né si paga ancora il profitto o la perdita). Rappresenta
così il livello di confidenza nel prezzo di vendita dello strumento.
I principali strumenti finanziari per cui c’è un’alta
confidenza nel prezzo di vendita sono:
- Gli stock
- I bond
- I metalli preziosi (oro, argento, platino)
- Le pietre preziose
- I terreni
- Le risorse energetiche (petrolio, gas naturale, carbone)
- Le commodities
- Alcuni strumenti assicurativi
Il P&Lunrealized , al contrario, altro
non è che la perdita o il guadagno che si ha dopo aver venduto i propri
strumenti (quindi si riceve o si paga ora il profitto o la perdita).
Fonti:
Fonti:
lunedì 9 maggio 2016
Modelli per la generazione di serie storiche dei prezzi
Introduzione
Una serie storica
è la registrazione cronologica di osservazioni sperimentali di una variabile come ad esempio l’andamento dei prezzi, gli indici di borsa, lo spread e il tasso di disoccupazione. E’ quindi, una successione di dati ordinati nel tempo
con t=1,….,T da cui si vogliono estrarre informazioni per la caratterizzazione del fenomeno in osservazione e per la previsione di valori futuri.
Un modello stocastico per descrivere il processo generatore dei dati di una serie storica è dato da:
dove
costituisce la parte deterministica della serie mentre
la parte stocastica. Nel trattamento del modello si distinguono due approcci, quello classico e quello moderno. La principale differenza tra i due approcci consiste nella diversa interpretazione e attenzione rivolta alla componente stocastica. Nell'approccio classico si ipotizza che
sia un rumore bianco quindi costituito da una successione di variabili aleatorie indipendenti, identicamente distribuite, di media nulla e varianza costante e dunque trascurabile. Al contrario nell'approccio moderno si suppone che la componente stocastica sia un processo a componenti correlate.
Random Walk
Il processo stocastico più semplice è la “Random Walk” ossia la passeggiata aleatoria. Il terminerandom walk è stato introdotto da Karl Pearson nel 1905; essa studia il moto di una particella puntiforme vincolata a muoversi lungo una retta nelle due direzioni consentite. Ad ogni movimento essa si sposta, a caso, di un passo verso l’alto, con una probabilità fissata
o verso il basso con probabilità
, e ogni passo è di lunghezza uguale e indipendente dagli altri.
Questo comportamento ricorda quello di una moneta sbilanciata: la probabilità che escano esattamente
teste e
croci, sapendo che la probabilità che esca testa è uguale a
è:

Il processo stocastico più semplice è la “Random Walk” ossia la passeggiata aleatoria. Il terminerandom walk è stato introdotto da Karl Pearson nel 1905; essa studia il moto di una particella puntiforme vincolata a muoversi lungo una retta nelle due direzioni consentite. Ad ogni movimento essa si sposta, a caso, di un passo verso l’alto, con una probabilità fissata
Questo comportamento ricorda quello di una moneta sbilanciata: la probabilità che escano esattamente
Proprietà:
Essendo la distribuzione una binomiale si avrà:


Essendo la distribuzione una binomiale si avrà:
La passeggiata aleatoria binomiale è un caso particolare della passeggiata aleatoria additiva:
dove
è una variabile casuale. Se la variabile casuale deriva da una distribuzione normale si ottiene il modello Random Walk nel continuo; in questo caso i modelli delle passeggiate aleatorie ci forniscono un valido strumento per modellare le distribuzioni dei prezzi finanziari. Ad esempio la serie dei prezzi che tendono a crescere nel tempo può essere modellata con un Random Walk con deriva:
. Uno svantaggio dei tradizionali modelli di passeggiate aleatorie è che essi prevedono l’utilizzo di dati provenienti da distribuzioni normali o log-normali.
Un metodo per generare coppie di numeri casuali indipendenti e distribuiti normalmente con media nulla e varianza uno è la distribuzione di Box-Muller. Essa può essere espressa in due forme: la forma base e la forma polare. La forma principale è quella base: si campionano due numeri dalla distribuzione uniforme sull'intervallo (0,1] e si ricavano due numeri distribuiti normalmente. La forma polare, invece, campiona due numeri su un intervallo differente [−1,+1] e permette di ricavare due numeri distribuiti normalmente senza l’uso delle funzioni seno e coseno.
Forma base:
Siano
e
due variabili aleatorie indipendenti ed uniformemente distribuite nell’intervallo (0,1].
Sia
e
allora
e
sono variabili aleatorie indipendenti con distribuzione normale. La dimostrazione di quanto detto sta nel fatto che, in un sistema cartesiano in cui le coordinate X e Y sono descritte da variabili aleatorie indipendenti e normalmente distribuite, le variabili casuali
e
, nelle corrispondenti coordinate polari, sono a loro volta indipendenti e uguali a
e 
Forma polare:
La forma polare viene attribuita a Devroye. Essa afferma che assegnati
e
, indipendenti ed uniformemente distribuiti nell’intervallo [-1,+1], si pone
. Se
o
, i valori attuali di
e
vengono trascurati e si considera una nuova coppia di valori
. Si continua così fino a quando non si trova una coppia con
nell’intervallo (0,1).
Dal momento che
e
sono distribuiti uniformemente e poiché solo i valori all’interno della circonferenza unitaria vengono accettati, allora anche i valori di
saranno uniformemente distribuiti nell’intervallo (0,1).
Dunque
della forma base. Mentre i valori
e
della forma base possono essere sostituiti con i seguenti rapporti:
e
. Il vantaggio di questa trasformazione è che non compaiono più le forme trigonometriche. Abbiamo quindi ottenuto due variabili gaussiane a varianza unitaria. Sostituendo si ha:
e

La forma polare viene attribuita a Devroye. Essa afferma che assegnati
Dal momento che Dunque
Confronto tra le due forme:
- La forma polare differisce da quella base in quanto è un esempio di tecnica di rigetto. Vengono scartati alcuni numeri casuali, ma l’algoritmo è più veloce perché meno oneroso da valutare numericamente e tipicamente più robusto. Si evita l’utilizzo delle funzioni trigonometriche che sono tipicamente più costose delle divisioni.
- La forma base richiede tre moltiplicazioni, un logaritmo, una radice quadrata ed una funzione trigonometrica per ciascun numero casuale normalmente distribuito.
- La forma polare richiede due moltiplicazioni, un logaritmo, una radice quadrata ed una divisione per ciascun numero gaussiano. L’effetto è quello di sostituire una moltiplicazione ed una funzione trigonometrica con una sola divisione.
Moto browniano
Il moto browniano è un modello probabilistico utilizzato inizialmente per descrivere l’evoluzione nel tempo di fenomeni rilevanti del mondo fisico, come i movimenti nello spazio di particelle immerse in un fluido, e successivamente applicato con successo anche a problematiche di tipo economico-finanziario. In particolare è il moto browniano geometrico (GBM) ad essere utilizzato per la descrizione dell’evoluzione nel tempo del prezzo delle azioni. . La formula matematica che lo descrive è quella del modello di Black-Scholes, il quale studia, appunto, l’andamento nel tempo del prezzo di strumenti finanziari. Punto di partenza di questo approccio è l’ipotesi che, sotto una particolare misura di probabilità, il rendimento atteso del sottostante (attività da cui dipende il derivato, cioè il titolo il cui prezzo è basato sul valore di mercato di un altro strumento finanziario) sia pari al tasso d’interesse non rischioso r; sulla base del Modello di Black-Scholes di moto browniano geometrico, il prezzo del sottostante soddisferà l’equazione differenziale stocastica:
dove
è un moto browniano standard e
e
costanti reali.
L’equazione ha soluzione
. La variabile aleatoria
ha distribuzione normale con valore atteso
e varianza
: il prezzo dell’azione ha distribuzione log-normale.
Applicazioni più sofisticate considerano moti browniani geometrici multidimensionali che consentono di analizzare l’evoluzione dei prezzi di portafogli di attività finanziarie e di derivati su tali portafogli. Un’altra variante è costituita dai moti browniani frazionari, ritenuti particolarmente utili nell’analisi di serie storiche per le loro proprietà di autosimilarità (invarianza dei comportamenti rispetto alla scala utilizzata per descrivere il fenomeno).
Un limite del moto browniano geometrico è che, essendo un processo markoviano, dipende solo dall’ultima osservazione, quindi si basa sull’assunzione che, applicato alle variazioni dei prezzi nel tempo, esse siano tra di loro indipendenti. La soluzione sarebbe considerare il fenomeno della Mean Reversion intesa come la tendenza dei prezzi azionari ad essere “attratti” verso il loro valore medio di lungo periodo. La differenza tra un processo di Mean Reversion ed il moto Browniano è semplicemente nel termine di deriva: infatti esso è positivo se il livello di prezzo corrente è inferiore alla media e negativa se il livello di prezzo è superiore, indicando appunto che tale livello di equilibrio attrae verso di sé la deriva.
Guardando il grafico possiamo notare come i valori assunti dai prezzi considerando il moto browniano geometrico tendono ad assumere valori poco reali nel lungo periodo; invece analizzando il secondo grafico, quello in cui i prezzi vengono modellati secondo un moto browniano geometrico with reversion, possiamo vedere come i valori tendono a stabilirsi attorno al valore medio.
Una conseguenza importante, quindi , del Moto Browniano Geometrico with mean reversion è che le variazioni di prezzo risultano correlate tra loro, e non più indipendenti come nel caso GBM.
Il primo articolo significativo che documentò questo fenomeno fu quello di James Poterba e Lawrence Summers (1988) i quali partendo dall’analisi della varianza dei rendimenti per gli Stati Uniti ed altri 17 paesi sono giunti alla conclusione che sebbene a livelli statistici convenzionali non possa essere rigettata l’ipotesi del Random Walk, è riscontrabile una correlazione negativa nei rendimenti per periodi superiori ad un anno, ed una correlazione positiva per periodi brevi.
Fonti:
http://it.wikipedia.org
http://www.algorithm.cs.sunysb.edu
http://www.treccani.it
,http://www.webalice.it ,
http://www.performancetrading.it
http://www.algorithm.cs.sunysb.edu
http://www.treccani.it
,http://www.webalice.it ,
http://www.performancetrading.it
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